Giovedì 21 Giugno 2018
Venerdì, 08 Novembre 2013 16:13

Report & conclusioni ricerca: COMUNICAZIONE & SOSTENIBILITA'

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REPORT della ricerca 

 

Dalla ricerca emerge un orientamento delle Aziende intervistate ad una comunicazione concentrata molto su obiettivi commerciali, mirata a convincere delle bontà delle azioni prima di coinvolgere altri soggetti che potrebbero dare il loro contributo.

Le Aziende dicono di utilizzare partnership e di condividere progetti, ma dalle risposte si deduce un comportamento maggiormente orientato alle vendite più che alla collaborazione e condivisione.

Si evidenzia ancora un forte uso degli strumenti classici di comunicazione, poco volti alla bilateralità del dialogo e non progettati per raccogliere feedback.

 Dai RISULTATI della ricerca emergono alcuni DATI IMPORTANTI:

 

1) Una azienda su cinque non si preoccupa di tematiche relative alla sostenibilità.

2) Le imprese che investono in progetti di sostenibilità (sia ambientale che sociale o economica), ricercano la collaborazione dei fornitori principalmente per ottimizzare i processi, ridurre i costi, tagliare gli sprechi.
I progetti che coinvolgono i fornitori hanno bassa frequenza, in quanto per la maggior parte sono molto impegnativi e di lungo periodo.

3) Il coinvolgimento dei clienti appare finalizzato più ad un rapporto informativo che realmente partecipativo su valori di sostenibilità.
Data l’alta frequenza, l’orizzonte temporale più breve, e l’importanza relativa attribuita, la collaborazione con i clienti appare di fatto finalizzata ad arricchire l’offerta e la reputazione dell’impresa più che a ricercarne davvero un valore aggiunto verso un approccio più sostenibile dell’impresa e un contributo vero da parte del cliente.

4) In misura minore i dipendenti risultano di fatto coinvolti nell’approccio sostenibile dell’impresa, quando invece dovrebbero essere tra gli attori principali; è dimostrato infatti che un vero cambiamento è determinato dal comportamento di tutti i dipendenti dell’azienda, a partire dalle piccole azioni quotidiane.
Dalla ricerca emergono rarissime iniziative in cui vi sono ricadute positive per comunità locali.

5) Sono pochissimi i casi in cui le aziende cercano altri tipi di cooperazione esterne per fare rete in progetti comuni di sostenibilità, ad esempio a livello territoriale locale, o di settore industriale. 
E' pressoché ritenuto ininfluente il rapporto con le associazioni di categoria.

6) Nonostante quasi tutte le imprese della ricerca si dichiarino orientate positivamente ai valori del rispetto ambientale, del rispetto delle persone e della ricerca di elementi di vitalità della propria impresa e del sistema di appartenenza, di fatto il loro operato è chiaramente commerciale.
In primis sembra chiaro quanto domini su tutto la qualità del prodotto e il servizio al cliente.

7) Effettuare azioni di sostenibilità per “accontentare” il mercato, cercare di soddisfare e fidelizzare i propri clienti, è un approccio egoistico che non porterà reali benefici di sostenibilità.
In modo simile, ma che potrebbe condurre a effetti positivi per la sostenibilità dell’impresa, è quando riguarda la ricerca della qualità del prodotto, se ad essa però è davvero associato lo sforzo di ridurre l’uso di risorse non rinnovabili e di inquinamento dell’acqua, dell’aria o del suolo.

8) Per quanto riguarda le principali difficoltà riscontrare alla collaborazione attiva sui temi della sostenibilità, si segnalano sia le distanze culturali percepite, sia si lamenta il fatto che il mercato non riesca a comprendere gli sforzi dell’impresa verso questi temi e quindi non possa ancora rappresentare un vantaggio competitivo. 
Il problema risiede nel ricercare effetti di breve termine e riconoscimento immediato dei propri investimenti, quando invece l’orizzonte deve essere di lungo periodo e misurare in modo diverso i propri sforzi.
L’impresa, se davvero la sostenibilità rientrasse nei suoi valori, diverrebbe un esempio positivo, trainando i suoi partner (dipendenti, clienti, fornitori) verso un comune comportamento virtuoso.
La sensibilizzazione avviene dimostrando i propri sforzi e i risultati ottenuti, in modo semplice, chiaro e onesto, e richiedendo la partecipazione responsabile di tutti i soggetti con cui si relaziona.

 

CONCLUSIONI dell'analisi

 

La comunicazione della propria sostenibilità deve essere sempre riconducibile ad azioni reali.

Per essere efficace dovrebbe essere studiata su più livelli, cercando di non sfruttare per forza la sfumatura verde a fini commerciali, rischiando di ricadere nel cosiddetto greenwashing con conseguenti danni di reputazione e immagine.

Il processo di comunicazione deve essere allargato per coinvolgere tutti gli stakeholder, deve prevedere la loro informazione e la raccolta dei loro contributi, attraverso l’uso di linguaggi e strumenti differenziati per ogni singolo portatore di interesse.
L’obiettivo è quello di coinvolgere per condividere valori, vision e mission aziendale affinché vengano adottati comportamenti e atteggiamenti favorevoli in riferimento agli impatti economici, sociali ed ambientali riconducibili alle scelte aziendali.

L’efficacia della comunicazione sostenibile è riconducibile al reale coinvolgimento di tutti gli stakeholder per la creazione di un’unica visione aziendale attraverso la consapevolezza dell’impatto delle singole scelte sulle generazioni future e l’impegno nella ricerca delle soluzioni migliori per l’azienda e per il mondo in cui viviamo.

È necessario comunicare attraverso i media in modo coerente e trasparente; conversando, interagendo, ricercando la collaborazione esterna ed interna con la giusta frequenza ed i corretti toni (elementi che ancora le imprese decisamente non rispettano).
I contenuti della comunicazione devono presentare le azioni spiegandone i motivi:  informare gli interlocutori  sui “perché” delle scelte per suscitare sentimenti positivi.
Solo in questo modo l’approccio sarà vincente, a qualunque livello venga applicato.

I nuovi media sono oggi uno strumento strategico imprescindibile per la comunicazione.
La ricerca ha evidenziato una resistenza al cambiamento dovuta sia all’uso di strumenti classici di comunicazione che alla bassa conoscenza dei diversi canali dei social network.
La bassa confidenza con gli strumenti genera criticità nella loro gestione e selezione ma soprattutto la non declinazione del giusto linguaggio sul giusto canale con il risultato di non ottenere l’effetto desiderato del buzz positivo tra gli utenti.

Le buone notizie vanno comunicate, ma non ci si deve attendere un ritorno immediato, serve  pianificazione e continuità con progetti di medio/lungo; l’errore più frequente rilevato è quello di misurare l’efficacia delle azioni di sostenibilità solo in termini di reputazione di marca, ricollegandola direttamente all’andamento delle vendite nel breve periodo.

La sostenibilità non è un vincolo a cui le aziende devono adeguarsi, ma una opportunità di miglioramento, la comunicazione strategica offre l’occasione di realizzare vantaggi competitivi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

PILLOLE di risultati

 

 

Dai dati raccolti sono state estratte undici “pillole” di informazioni utili alla lettura immediata dei risultati relativi all'approccio relazionale, all'orientamento sostenibile e alle modalità di comunicazione delle Aziende del Nord Est Italiano.

1/11: Nei progetti di sostenibilità ambientale è corretto seguire attentamente tutto il ciclo di vita del prodotto, in ottica di Life Cycle Assessment, e attivare collaborazioni con tutti gli stakeholder. LEGGI 

2/11: Per il successo delle azioni di sostenibilità economica, è strategico l’allargamento del coinvolgimento e la condivisione dei progetti con le risorse interne.LEGGI

3/11: Le Imprese dovrebbero considerarsi cittadini di comunità, tenere conto del loro ruolo nel sistema sociale e contribuire a rispettarne le sue esigenze. LEGGI

4/11: I new media possono essere ottimi amplificatori delle azioni sostenibili ma se non usati in maniere adeguata, si possono trasformare in elementi di criticità. LEGGI

5/11: Le partnership di successo sono solo quelle realizzate in ottica win-win con la partecipazione attiva di tutti i soggetti coinvolti. LEGGI

6/11: L’orientamento aziendale deve considerare la coerenza tra le azioni e le comunicazioni, per garantire trasparenza e credibilità e ottenere la fiducia dagli stakeholder e dal mercato. LEGGI

7/11: SI alle idee e NO all’immagine, la sostenibilità dell’azienda deve partire dai fatti e dalla analisi della Life Cycle Assessment. LEGGI

8/11: Per raggiungere e fidelizzare i clienti servono strumenti di coinvolgimento continuativo e una comunicazione bilaterale per la raccolta dei feedback. LEGGI

9/11: Il rispetto per le persone è il fondamento per il miglioramento continuo che può avvenire anche grazie a contributi provenienti dal basso dell’Azienda. LEGGI

10/11: E’ strategico pianificare la comunicazione, serve trovare un equilibrio tra le azioni fatte e la diffusione delle informazioni per non essere auto referenziali e scadere nel greenwashing. LEGGI

11/11: Per la brand reputation le comunicazioni devono essere accessibili, trasparenti e coerenti; l’uso di linguaggi e strumenti diversi è fondamentale per il successo. LEGGI

 

 

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INDICE DELLA RICERCA

SCENARIO della ricerca, OBIETTIVI dell’analisi, PILLOLE di risultati Vai alla pagina
1/11) COSA comunicano le Aziende: sostenibilità AMBIENTALE Vai alla pagina
2/11) COSA comunicano le Aziende: sostenibilità ECONOMICA Vai alla pagina
3/11) COSA comunicano le Aziende: sostenibilità SOCIALE Vai ala pagina
4/11) COME comunicano le Aziende: MEZZI di comunicazione Vai alla pagina
5/11) COME comunicano le Aziende: STRUMENTI di relazione  Vai alla pagina
6/11) COME comunicano le Aziende: OPINIONI e ORIENTAMENTI Vai alla pagina
7/11) CON CHI comunicano le Aziende: FORNITORI Vai alla pagina
8/11) CON CHI comunicano le Aziende: CLIENTI Vai alla pagina
9/11) CON CHI comunicano le Aziende: DIPENDENTI Vai alla pagina
10/11) PERCHÉ comunicano le Aziende: BENEFICI dell'azione sostenibile Vai alla pagina
11/11) PERCHÉ comunicano le Aziende: DIFFICOLTÀ di comunicazione Vai alla pagina
Risultati generali REPORT e CONCLUSIONI della ricerca Vai alla pagina
 

 

 
   

Sono possibili ulteriori elaborazioni di risultati per diversi settori merceologici
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La ricerca è stata ideata da LOCOM per il network di ComunicazioneSostenibile.it e realizzata in collaborazione con la Professoressa Paola Signori del Dipartimento di Economia Aziendale dell’Università di Verona e grazie al contributo di  sette studenti che hanno gestito la raccolta dei dati.

  LOCOM Project Management & Consulting 

  ComunicazioneSostenibile.it Green Marketing Network 

 ◎  Università di Verona Dipartimento di Economia Aziendale 

 Professoressa Paola Signori (UniVR)   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

 Dottor Lorenzo Orlandi (LOCOM)  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  

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I contenuti della ricerca sono pubblici e gratuiti, non è consentito l’uso commerciale dei contenuti né la diffusione pubblica senza l’espressa autorizzazione da parte di LOCOM ©.

Letto 6077 volte Ultima modifica il Giovedì, 14 Novembre 2013 13:44

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